3.10.14

The Slow Catwalk Handmade Not Perfect Collection: a little preview

 A little preview of my new winter "Not Perfect" collection. It's a quite slow process completely in tune with my life right now and I love this slowness. I'm not in a hurry.
Almost everything has been and will be made using repurposed wool so for the most part they are one of a kind pieces but I will knit also some reproducible pieces with sustainable wool.
I've realized that almost all of the repurposed wool has been given to me by very old ladies like great-aunts and grandmothers so I'm wandering if it's so uncommon for young (and still young) people to recycle the wool of old sweaters we don't use anymore. I usually dress myself and my family with secondhand garments so when it happens that somebody give me something that I'm sure I will never use because I simply don't like it, I'm still very happy 'cause I know I will probably reuse the fabric and I will definitely recycle the wool.
Never forget that repurposing wool can be very cool (like Gridjunky teaches)!
And what about you? Have you ever repurposed some wool to make something new?

Ecco una piccola anteprima della mia "Not Perfect" collezione per quest'inverno. Quasi tutto sarà fatto con lane riciclate e quindi ci saranno per lo più pezzi unici. Per alcune cose invece userò lane ecologiche e penso che anche quest'anno mi indirizzerò molto verso la lana d'alpaca che amo profondamente.
Ho ricevuto la maggior parte delle lane riciclate da vecchie signore come nonne e zie mentre noto che è parecchio raro trovare gente della mia età che riutilizza la lana da vecchi maglioni invece di comprarla. E' un peccato perché credo che ognuno di noi abbia almeno un maglione bruttino che non porta da anni ma che tiene in armadio forse proprio per la buona qualità della sua lana. Disfarlo e trovarsi con qualche gomitolo gratis non è cosa difficile per chi ama stare in mezzo a fili e lane:) Vi ricordate di Gridjunky e delle sue perfette creazioni in lana riciclata?
E qualcuno di voi usa mai tessuti o lane riciclate per le sue creazioni?

A bunch of mittens.

Hats made with camel yarn and mohair.


Necklaces in plenty.

Cashmere mittens and Russian books ♥


Wear No Evil by Greata Eagan which I highly recommend.


30.9.14

Sweatshop - dødsbillig mote: il docu-reality norvegese sul fast fashion

Il post che segue l'ha scritto Chiara Dondi che già conosciamo perché c'ha parlato del Fashion Revolution Day qualche tempo fa qui su The Slow Catwalk. Vi invito a leggerlo con attenzione e a guardare i link proposti dall'articolo perché scoprirete cose molto interessanti sul sistema fast fashion.
Chiara oltre ad essere una mia amica è, come ama definirsi, una "copywriter, mamma, pasionaria del fairtrade e collezionista di belle storie" e la potete seguire sul suo sito e sul suo profilo Twitter

The following article has been written by Chiara Dondi (that we already know thanks to this post) and deals about the Norwegian web series Sweatshop - dødsbillig mote, where three fashion bloggers were put to work in a textile factory in Cambodia getting in contact with the working conditions of underpaid and burden workers. This is what means a cheap t-shirt you can easily buy in every fast fashion chains of your city.
If you would like to take a look to this interesting web series follow the links:


Sweatshop-dødsbilligmote(in Norwergian with Spanish subtitles)

And here you find other infos about Cambodian garment workers' contidions.

And finally if you'd like to follow Chiara you can find her on her web site and on Twitter waiting for her new articles to come here on The Slow Catwalk.



"Prendete 3 fashion blogger norvegesi, giovani, carini e tremendamente cool e trasmigrateli in Cambogia, tra le vite dei lavoratori degli sweatshop, gli inferni del tessile, le fabbriche in cui vengono realizzati gli abiti dei loro marchi preferiti.


Fateli andare nelle case (se così si possono chiamare) di ragazze della loro età che da metà della vita lavorano 10 ore al giorno per produrre t-shirt che non potrebbero mai permettersi di comprare.
Metteteli a una macchina per cucire, dall'alba a notte, tra centinaia di persone che lavorano senza sosta, per uno stipendio che non arriva neppure a un quarto del necessario.
Ecco, tutto questo non è il peggior incubo di un fashion blogger e neppure una pena del contrappasso escogitata da un volontario del commercio equo e solidale, ma è un progetto video, sotto forma di reality show, voluto e prodotto dal più importante quotidiano norvegese, l'Aftenpost. Il titolo di questa serie web costruita con veloci puntate di circa 10-15 minuti è Sweatshop - dødsbilligmote, due espressioni, una inglese, l'altra norvegese, che in italiano si possono tradurre con Fabbriche sfruttatrici (sweatshop) – il prezzo mortale della moda (più letteralmente sarebbe una cosa tipo: moda mortale a buon mercato).
Questo reality-documentario ha lo scopo di far conoscere ai fashion-addicted l'oscura realtà che si nasconde nei vestiti delle grandi catene del fast fashion, facendo condividere ai tre ragazzi la vita dei loro coetanei cambogiani, impiegati nelle fabbriche che producono per i grandi marchi del fast fashion.


Il risultato è molto interessante, anche se i tre sembrano veramente cadere dalle nuvole, come se da tutta la vita gli avessero detto che i loro vestiti vengono cuciti da piccole sartine felici, in pagode color salmone e se ne escono con commenti imbarazzanti del tipo: "Oh cielo la loro casa è grande quanto il mio bagno", oppure "Davvero hai solo questi? (inteso vestiti)".
Insomma, tra una ingenuità e l'altra i tre fanno la scoperta di un mondo assurdamente ingiusto, un mondo al rovescio, in cui la fatica, le ore e la durezza del lavoro sono inversamente proporzionali al loro costo. Basti dire che il salario minimo di un operaio del tessile è di 100 dollari al mese, un quarto di quanto è stimato necessario per sopravvivere.
In Norvegia Sweatshop ha suscitato molte discussioni ed ha avuto recensioni entusiastiche per il suo valore culturale e sociale, trattato con un format e un linguaggio vicini alle persone in particolare ai più giovani.

Sul sito di Aftenpost è possibile vedere le puntate del reality (sono in norvegese, ma hanno anche comprensibilissimi sottotitoli in spagnolo). Voi che ne pensate?"

25.9.14

WindWard new collection

E' uscita la nuova collezione di WindWard di cui in passato ho già parlato qui.
Anche sta volta minimalismo e semplicità di disegni e forme: quindi adoro!
Le cose che fa Inge sono altamente sostenibili dato che utilizza solo tessuti di cotone organico e canapa e l'inchiostro utilizzato per le stampe originali è atossico e a base d'acqua.

And here we are the new collection of WindWard!
Inge, the designer behind this brand, works only with sustainable fabric like hemp and organic cotton and the ink she uses to print the textile, is non-toxic and water based.
Once again I totally love the semplicity and minimalism of the design and I personally can vouch for the super high quality of these items since I own one of Inge's lovely purses:)








 

17.9.14

These days

These days are made of cats, yarn, walks and slow and calm thoughts.






The lovely pouch is by WindWard. and is handmade using sustainable hemp fabric,



3.9.14

Super big sale!

Ispirata dai super sconti su WindwardWearables da oggi e fino al 30 settembre tutti i prodotti che trovate su The Slow Catwalk Handmade saranno scontati del 60%! Basta aggiungere il coupon code SUPERSALE.
Ogni cosa venduta sarà poi spedita con posta prioritaria :)
E mentre aspettate la nuova collezione, troverete in svendita per esempio...

Inspired by the super sale on WindwardWearables, from today I'm giving you a 60% discount on every items left on The Slow Catwalk Handmade! Just add the coupon code SUPERSALE.
The big sale will end on September 30.
A few examples ...
(Waiting for the new collection).

Shawl made with untreated Italian wool.


Neckwarmer made with bamboo yarn.
Neckwarmer made with cashmere and camel yarn.
Neckwarmer made with repurposed wool and handmade wooden buttons.
Tank made with bamboo yarn.


Tablet case/pouch.

Neckwarmer made with milk fiber yarn and vintage buttons.


Tablet case/pouch made with jute.