21.5.13

#rubriga day

photo credit

Oggi la rubRiga è da Meggie.
Vi ricordo inoltre gli altri canali social che chiunque ami la marinière dovrebbe conoscere:
FB fanpage,
Pinterest shared board,
Instagram e Twitter: #rubriga.

20.5.13

La sfilata di moda sostenibile di Tu&Tu

Sabato scorso sono stata a Udine alla fiera sulla sostenibilità ambientale Eos dove si è tenuta la sfilata di moda etica di Tu&Tu, marchio italiano di cui ho già parlato qualche tempo fa.
Tutti i capi disegnati dalla stilista Roberta Gentile, abiti, maglie, cappelli e borse, sono confezionati da aziende tessili e cooperative italiane utilizzando solamente tessuti e fibre ecologiche come il  cotone e il lino biologici certificati, la canapa, la fibra di bamboo, tessuti derivati da alghe, soia e proteine vegetali, stoffe ottenute tramite il riciclo delle plastiche e senza usare mai materiali di origine animale.
Alla sfilata sono state presentate due collezioni: quella primaverile e quella invernale, entrambe fatte di abiti e accessori caratterizzati da linee eleganti e molto essenziali, direi quasi basiche.
Abiti che ingentiliscono la figura e fatti per essere indossati da qualsiasi donna, al di là della taglia e della forma fisica: molto femminili insomma.
Alla fine hanno sfilato anche dodici abiti di Rétro Ecowear di cui vi parlerò presto. Anche questo un marchio italianissimo e che avevo già avuto modo di conoscere al So Critical So Fashion dell'anno scorso. 

Last saturday I've been to Tu&Tu eco fashion show which is one of the most well know Italian brand of sustainable fashion. I've already written a post about this label so we already know that all the items designed by Roberta Gentile are totally made in Italy using linen and organic cotton, hemp, bamboo fibres, seaweed fabrics and textiles which are the result of plastic recycling.
As you can see from the pictures all these clothes are refined, simple and wearable by every women.
Very soon I'll talk to you about the other Italian ethical label that took part to the fashion show: Rétro Ecowear.





















15.5.13

Rosaspina Vintage e la sua collezione

Sappiate che Rosaspina Vintage, uno dei miei blog preferiti, da alcuni giorni ha lanciato sul mercato online la sua prima  bellissima collezione di abiti, camicie e gonne! Parlare in questo caso di filiera produttiva breve è davvero riduttivo: tutto gira attorno a pochi luoghi. La stanza da cucito della madre sarta provetta, la scrivania dove Rosaspina disegna i modelli e probabilmente un vecchio armadio da cui sono saltati fuori tessuti meravigliosi dagli Anni Cinquanta e Sessanta.
Aggiungete al tutto una serie di foto magiche e avrete una collezione dal gusto retrò perfetta per quest'estate.

***
Oggi #rubRiga day: andate da Modeskine se amate le maglie a righe.
E anche sui canali social:  FB fanpage La rubriRiga della marinière, la nostra Pinterest shared board  e partecipate se vi va con l'hashtag #rubriga su Twitter e Instagram

Rosaspina Vintage as well as being one of my favourite blogs, has now also launched on the online market her first, beautiful collection!
So now you can go and see her shop and buy wonderful dresses, blouses and skirts designed by Rosaspina herself and sewn by her incredibly talented mother using vintage fabrics from the 50s and the 60s.
So here we are another example of talent and sustainability.


photo credit




13.5.13

Le regine e le principesse più malvagie della storia. Il fashion contest dedicato alla figura di Wallis Simpson

Wallis Simpson è passata agli annali della storia per tre motivi: la liaison con  Edoardo VIII coronata con un matrimonio che sancì l'amore tra i due ma tolse la corona al re, le amicizie equivoche e sospette in tempi di guerra e il suo indubbio, enorme buon gusto in fatto di vestiti e gioielli.
Per conoscere meglio questo personaggio e altre figure storiche di donne coronate, potenti e parecchio cattive c'è il libro di Marina Minelli:  Le regine e le principesse più malvage della storia.
E  per approfondire l'aspetto di Wallis icona di moda c'è invece un  fashion contest che sicuramente vi interesserà.



  
Per partecipare dovrete  pubblicare sul vostro blog o sulla vostra pagina Facebook un post outfit o un moodboard ispirato allo stile appunto di Wallis Simpson e poi condividere il link sulla pagina facebook  Le regine e le pricipesse più malvage della storia.

A vincere sarete in tre (miglior outfit, miglior moodboard e premio speciale della giuria) e altrettanti saranno i premi.

Eccoli qui:

Una delle meravigliose stole dipinte a mano di Claudia F. Sete Dipinte.


Claudia è un'artigiana che realizza borse, foulard, abiti e complementi d'arredo utilizzando sete che lei stessa dipinge  a mano seguendo i dettami di tecniche pittoriche antiche.



Poi c'è la collana in argento rosato con coralli, perle e pietre dure...


... messa in palio dall'Atelier Altre Cose di Lu, che più che un negozio è uno scrigno dei desideri nel cuore di Milano, che contiene piccole collezioni di abiti sartoriali e accessori, tutto rigorosamente fatto in Italia.


 E questa invece è la borsa  Laura Bunker #001 che proviene da una piccola collezione di soli nove pezzi ognuno dei quali è stato dipinto a mano dagli artisti calligrafi Massino Polello e Birgit Nass:


Questa borsa viene messa in palio da HanselGretel, giovane marchio torinese che disegna e produce ancora una volta interamente in Italia capi e accessori dalle linee essenziali e raffinate.


L'aspetto che accomuna questi tre sponsor è la loro attenzione non solo al bello ed al buon gusto ma anche alla riscoperta delle cose fatte artigianalmente, ai capi sartoriali, ai tessuti dipinti a mano e all'inventiva e all'estro originali e fuori dalle mode correnti.

Quindi per poter vincere e potervi godere uno di questi premi dovrete seguire queste semplici regole:

*pubblicare entro le 23:59 di lunedì 27 maggio il vostro outfit o il vostro moodboard ispirato allo stile di Wallis Simpson e condividerlo qui e sui vostri canali social con l'hashtag #wallisfashioncontest.

*mettere like sulla pagina Facebook del libro di Marina Minelli e sulle pagine Facebook dei nostri tre sponsor Claudia F. Sete Dipinte, Atelier Altrecose di Lu ed HanselGretel ed invitare i vostri lettori a fare lo stesso.

 Una speciale giuria composta da fashion bloggers e non solo sceglierà i finalisti che verranno poi sottoposti ad una giuria popolare composta da lettori e lettrici.

Spazio all'ispirazione adesso e in bocca al lupo***


7.5.13

La casita de Wendy: moda etica in Spagna

La Casita de Wendy è un brand di moda etica spagnola creata da due amici. Poi l'azienda si è ampliata e adesso sono in tre e così vogliono rimanere. Infatti, nonostante il successo delle loro collezioni (una loro fan si chiamam Bjork, per esempio) preferiscono restare una piccola casa di moda, una casita appunto, evitando così di entrare in dinamiche produttive da fast fashion.
Il loro manifesto è molto chiaro: i vestiti che trovate qui non vanno mai fuori moda perchè non seguono la moda. Le loro collezioni puntano invece alla qualità dei materiali e a dei tagli sartoriali semplici e senza tempo.
Lavorano con aziende tessili locali spagnole e portoghesi creando una filiera produttiva breve e rintracciabile: in sostanza di un loro capo si sa dove viene tessuto, tinto e cucito. E chi lavora con loro viene retribuito secondo le regole del commercio equo e solidale (l'unico che dovrebbe esistere).
Infine i tessuti da loro usati sono spesso riciclati e organici e tinti con colori atossici.

La casita de Wendy is a small Spanish ethical fashion brand created by two friends. Now the company is bigger and they're three. 
As their manifesto goes, they design collections never in fashion and never out of fashion.
 In a word, no fast fashion here.
But a great love and respect for nature, for traditional artisan techniques and for people involved in the work.
That means they work with local textile companies supporting local economies. They try to use organic and recycled fabrics, they work with artisans that create beautiful hand made embroideries and knitting, they avoid to use toxic dyes and they respect the fair trade rules paying people fair wages.

***
Oggi rubRiga day: chi ama le marinières deve fare un salto a vedere cosa ci propone  Clarissa*

Questa e tutte le altre foto qui.











3.5.13

Untoldimprint

Quando inizi a scrivere un post a volte ti bastano alcune immagini e pochi minuti per il testo che le accompagna. Altre volte invece ti perdi per ore a leggere un blog e a guardare le foto e quando sei arrivata alla fine dell'archivio un po' ti dispiace.
Untoldimprint è un blog che seguo dallo scorso (?) inverno, periodo dell'anno in cui la sarta che vive dentro di me è molto attiva e cerca ispirazioni ovunque. Incontrare virtualmente Phoebe Stout è stata un'illuminazione che poi ne ha portate altre e altre ancora.
Phoebe prima viveva a New York e faceva tutt'altro, poi ha cambiato città, è andata a vivere vicino ad un lago e ha cambiato anche lavoro. Accompagnata dall'amore per le cose vecchie,  i mercatini e le memorie di un'infanzia lenta trascorsa assieme alla famiglia che vendeva oggetti antichi, si è messa a tingere e stampare tessuti naturali e grezzi come il lino, la canapa ed il cotone organico con tinture atossiche a base d'acqua provando anche la tintura completamente naturale con petali, frutta, erba e tutto quello che una passeggiata nel bosco puo' regalare. Quest'ultima tecnica l'ha utilizzata solo una volta ma conta di riprovarci in futuro.
Una volta asciutte, queste stoffe vengono cucite sempre a mano per diventare stole, tovagliette, accessori per la casa e infine sottili collane e bracciali fatti di strisce di tessuto intrecciato e perle antiche.

Sometimes when you start writing a post it takes a little bit longer because you don't know why but you get lost looking at the pictures and reading the blog you've found. Last winter I started following Untoldimprint and the fantastic works that come out from Phoebe Stout's hands.
She uses low-impact fiber reactive dyes and  non-toxic water based ink to "paint" texiteles like hemp, cotton and linen and then she creates accessories, towels, scarves and jewlery. A single time, as you can see from the last two photos, she also naturally dyed the fabrics using  flower petals, fruits and grass. The outcome was beautiful to me.


Questa e tutte le altre foto qui.